Benessere

Dipendenza affettiva: come uscirne?

Sempre più spesso si sente parlare di dipendenza affettiva, un nuovo tipo di dipendenza che non ha a che fare con una sostanza come la droga o l’alcol ma con le relazioni. La chiamano anche love addiction ed è una forma patologica di amore, in cui il partner diventa alla stregua di una sostanza stupefacente di cui si abusa pur di riempire un profondo vuoto interiore.

Per comprendere la dipendenza affettiva e come uscirne, cominciando a vivere i rapporti amorosi in modo sano ed equilibrato, è opportuno comprendere la natura di questo problema e i suoi sintomi.

Sintomi della dipendenza affettiva

Chi soffre di una dipendenza affettiva mostra tutta una serie di sintomi che emergono in particolare nelle relazioni di coppia ma possono manifestarsi anche in rapporto a un genitore o a un altro soggetto significativo.

Solitamente, il dipendente o la dipendente affettiva percepisce l’altro come condizione indispensabile alla propria esistenza e sopravvivenza. Senza il partner si sente vuoto, concepisce la propria vita come del tutto priva di senso e scopo.

Il timore più grande è quello di venire abbandonati o rifiutati. Per questo, cerca in ogni modo di compiacere l’altro, di soddisfarne ogni bisogno, mettendolo in cima ai propri pensieri, sacrificando qualsiasi altra cosa. Mette da parte le proprie esigenze, ignora i propri bisogni, lasciandosi assorbire completamente dall’altro tanto da abbandonare ogni interesse o hobby.

Il partner diventa alla stregua di una droga, ne cerca costantemente le attenzioni in modo spasmodico e quasi ossessivo. Quando non c’è, quando è distante fisicamente o emotivamente, sperimenta forti stati d’ansia, panico e depressione, le stesse emozioni che prova il tossicodipendente che va in crisi d’astinenza.

Dipendenza affettiva e narcisismo patologico

Spesso, chi soffre di dipendenza affettiva si innamora di un partner caratterizzato da narcisismo patologico.

Tra la dipendente affettiva e il narcisista patologico si crea un vero e proprio incastro perfetto.

Il narcisista è un individuo che apparentemente ha una grande stima di sé, un ego gigantesco dietro al quale nasconde la sua profonda insicurezza e fragilità. Egli crea un’immagine di sé vincente e la alimenta esaltando in modo esagerato non soltanto la propria persona ma anche i suoi presunti successi, i traguardi raggiunti, mostrandosi sempre come superiore agli altri.

Oltre che dalla mancanza di autostima e dalla megalomania, il narcisista patologico è caratterizzato dalla totale mancanza di empatia. Egli non è in grado di mettersi in contatto con le emozioni e il mondo interiore dell’altro, non lo sente risuonare e non si rende conto che con i propri comportamenti danneggia e ferisce chi ha intorno.

Il narcisista patologico non è in grado di amare e prendersi cura dell’altro. Quando sembra provare interesse per qualcuno, in realtà ha lo scopo di manipolarlo perché si prenda cura di lui e gli faccia da specchio di quell’immagine grandiosa che ha costruito.

Per questo, il narcisista patologico trova la sua compagna perfetta nella dipendente affettiva. In lei vede esattamente ciò che cerca: qualcuno disposto a venerarlo, mettendo da parte ogni cosa per stare con lui.

Allo stesso modo, la dipendente finisce nella trappola perché il narcisista sa esattamente quali corde pizzicare, quali punti deboli toccare per farla cadere tra le sue braccia.

All’inizio del rapporto, infatti, il narcisista patologico mette in atto quello che in gergo viene chiamato love bombing: ricopre di attenzioni la donna, facendo promesse di amore eterno, facendola sentire importante e speciale, in modo che si innamori perdutamente di lui.

Poi, quando ormai ha intrecciato una relazione con la propria vittima, il suo comportamento cambia. Il narcisista diventa freddo, scostante, distante, non mostra interesse per la partner. Tende a ritirarsi sempre di più dal rapporto, innescando la reazione della dipendente affettiva, animata dal timore profondo dell’abbandono.

A questo punto, lei cercherà in ogni modo di riconquistarlo, dedicandogli più tempo, cure, attenzioni, rinunciando agli amici e ai passatempi, mettendo in secondo piano sé stessa, tollerando anche l’intollerabile compresi insulti, critiche, minacce, violenze psicologiche e anche fisiche.

Ci troviamo di fronte a una relazione tossica, che può avere conseguenze anche molto gravi.

Come uscire dalla dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è una modalità disfunzionale di divere le relazioni amorose che può derivare da una vasta serie di fattori.

Quando si raggiunge la consapevolezza di soffrire di questo disturbo, il modo migliore per cercare di affrontarlo e superarlo è quello di rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto in dipendenza affettiva in modo da cominciare un approfondito lavoro su sé stessi. Come in ogni situazione di dipendenza, riconoscere e accettare il problema è il primo fondamentale passo per uscirne.

Attraverso il percorso di psicoterapia è possibile esplorare il proprio mondo interiore, andando alla ricerca delle radici del problema di dipendenza. Potrebbe avere a che fare con il modo in cui siamo stati amati da bambini o magari da una precedente esperienza di abbandono o magari da una difficoltà nel gestire emozioni e sentimenti. Una volta individuata la o le ragioni alla base del problema, sarà più semplice lavorare sulla mancanza di autostima e sull’errata concezione dell’amore.

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