Gonfiore alle gambe, capillari, varici e ritenzione idrica: cosa sapere a riguardo e rimedi efficaci

La bella stagione è ormai alle porte, ed il calore dell’estate che inizia a farci compagnia da maggio porta sempre buonumore e voglia di curarsi, di stare nel benessere. Questo vale per moltissime persone, ma non per tutti: molte donne associano irrimediabilmente il caldo alle gambe gonfie. Di conseguenza, indossare gonne, pantaloncini e vestitini leggeri diventa un peso, un qualcosa che mette a disagio e che disturba le donne soggette da vene varicose, capillari e gambe gonfie.

Chiariamo brevemente il tema del gonfiore ed analizziamo i suggerimenti ed i rimedi più efficaci per sconfiggere vene varicose e capillari evidenti.

Calore estivo e gonfiore delle gambe: che associazione esiste?

Si può parlare di una patologia con il gonfiore delle gambe? La formazione di un edema periferico, ovvero del fenomeno di gonfiore agli arti inferiori, è una situazione abituale nel sesso femminile; solamente in pochi casi si può parlare di condizione patologica, cioè malattia. In generale, durante la stagione calda e per mezzo dell’irradiamento diretto di calore (non solo il Sole, anche il riscaldamento domestico) questa si manifesta. Spesso la causa è da annoverarsi anche a cambiamenti ormonali (ciclo mestruale, pillole anticoncezionali) ed è obbligatorio un accenno alla fisiologia del ritorno venoso per capire i motivi di tale fenomeno.

Durante l’evoluzione umana, le arterie hanno mantenuto un’efficienza elevata nei bipedi, mentre il sistema venoso non si è adattato in maniera sufficiente da compensare l’aumento di distanza fra le zone periferiche (gambe, piedi) ed il cuore. Il flusso sanguigno giunge alla periferia spinto dal cuore con forza elevata e durante la risalita in direzione del cuore trova difficoltà poiché – passando tra arteriole e venule – la pressione della spinta precipita. Quando si contraggono i muscoli, le vene vengono schiacciate contro le ossa sottostanti, creando un fenomeno che favorisce l’ascensione del sangue verso la pompa cardiaca.

Le donne presentano un fisiologico ingombro, l’utero, che sfortunatamente aggrava un problema già di per sé presente nell’essere umano: il percorso già difficile di risalita è intaccato ancor di più dalla crescita dell’utero durante la gravidanza oppure a causa di stati infiammatorii pelvici, tipici delle mestruazioni.

Il calore dà il colpo di grazia: il caldo dilata i vasi per disperdere calore con la sudorazione e questo aumenta il sangue in periferia, complicando il processo inverno di ritorno al cuore.

Da che altro dipende il gonfiore? Ecco qualche rimedio

Essendo il gonfiore causato da una frenata del sangue di ritorno venoso e da una fuoriuscita dell’acqua che riempie il tessuto sottocutaneo, è chiaro che in presenza di sottocute abbondante o, peggior situazione, di cellulite, il fenomeno può aggravarsi. Chi possiede gambe più magre tende a soffrire meno di gonfiore, ma non è una certezza.

Come alleviare il gonfiore delle gambe? Gli esperti parlano chiaro: movimento, passeggiate lente o meglio veloci, sport come il nuoto, sono tutte possibilità che aiutano molto a sgonfiare gli arti.  Esistono poi esercizi utili al momento: sollevando gli arti sopra al bacino si favorisce la caduta (per gravità) del sangue. Anche le docce d’acqua fredda aiutano favoriscono la costrizione dei vasi e sono dunque efficaci.

Una vita sedentaria predispone al gonfiore, alle vene varicose ed ai capillari evidenti: per aiutarsi, i medici consigliano passeggiate medio-lunghe, esercizi di sollevamento sulle dita dei piedi, utilizzo di calze elastiche.

Anche i viaggi in aeroplano, tipici della stagione estiva, possono peggiorare i fenomeni delle gambe perché ad alta quota c’è un’elevata pressurizzazione: l’uso di calze elastiche è altamente consigliato e, qualora sia possibile, anche fare brevi esercizi.

Alcuni integratori naturali che sembrano efficienti nella prevenzione e nella riduzione dei sintomi agli arti inferiori contengono centella asiatica, frutti di bosco, betulla, calendula, diosmina e melitolo.