Intervista: Marco Girolami “Fotografo di people”

by Maria Grazia Pitrelli
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Marco Girolami, già protagonista di Your Fashion Chic (CLICCA QUI), ho avuto il piacere di organizzare con lui un’intervista per conoscere i suoi inizi, i suoi segreti e la sua passione, la fotografia. Marco Girolami ama definirsi “fotografo di people“, adora ritrarre le persone cercando di cogliere, un gesto, uno sguardo, un’espressione, che regali un’amozione.

Nasce a Roma, inizia giovanissimo come aiuto regista, ma dopo alcuni films sente il bisogno di esprimersi e di creare qualche cosa di totalmente personale. Così si avvicina all’arte fotografica, cominciando a fotografare la gente vicina a lui studiando la tecnica di ripresa. E dal 1985 si dedica totalmente alla fotografia iniziando a collaborare con i principali clienti ed agenzie pubblicitarie in Italia e all’estro.

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

Sul set cinematografico. Studiavo legge ma lavoravo come assistente alla regia, approfittando della bontà di mio nonno, Marino Girolami, che mi supportava e sopportava.

Una mattina, molto presto prima di uscire di casa per recarmi sul set; mio padre augurandomi una buona giornata, mi porse la sua macchina fotografica; una Olympus con l’obiettivo a vite, esortandomi di usarla per avere delle fotografie ricordo, di quella esperienza che vivevo con entusiasmo.

Non fu amore a prima vista ma, avendola a disposizione,  iniziai a fotografare le persone che partecipavano alla lavorazione del film. Fotogramma dopo fotogramma, scoppiò l’amore.

Il tuo primo scatto?

Esattamente il primo scatto non lo ricordo ma ricordo la prima fotografia che mi diede soddisfazione, le mani di un barcarolo di fiume; immagine però appartenente al mio primo rullino scattato; ovviamente in bianco e nero.

Ad esempio, io amo la fotografia perché ha la capacità di fermare tutto il un attimo e anche a distanza di anni e secoli rimane tale. Tu cosa ami della fotografia?

Il racconto dell’immagine e l’emozione che può donare una fotografia.

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ALITALIA

Hai lavorato con tantissimi personaggi di spicco, come Spike Lee, Rob Lowe, Brooke Shields, Ray Liotta, Pedro Almodovar, Roy Scheider. Ci racconti qualcosa di loro?

Grandi professionisti, ritraendoli ho appreso molto. La loro umanità ed umiltà mi ha accresciuto sia come uomo che professionista.

Come fotografo sei molto famoso nel mondo della Moda – che di anno in anno ha i suoi cambiamenti – come ti rapporti con questo mondo?

Il mondo subisce cambiamenti continui e così le professioni, gli usi e costumi, bisogna sapersi adeguare ma non subire. Questo vale anche per la moda, mi adeguo ma non la subisco.

Nel 2016 hai presentato il docufilm “Meditazione a Rebibbia”. Che esperienza è stata per te?

Un grande insegnamento. Abbiamo lavorato molto con grandi difficoltà  ma, siamo stati ampiamente ripagati dalle grandi emozioni provate. Un lavoro incredibile , che ha avuto la possibilità di essere realizzato grazie ai sacrifici delle persone coinvolte, che hanno creduto nel progetto, in primis Dario “Doshin” Girolami, monaco buddista zen, che insegna meditazione nel carcere di Rebibbia.

La fotografia è una delle forme d’arte più belle. C’è un progetto artistico che vorresti realizzare?

Ho un progetto nel cassetto da un po’ di anni: “ritratti di poeti” mi auspico di poterlo realizzare presto.

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Volto di donna

Moltissimi i volti che hai fotografato. Cosa cerchi in un volto, che ti attiri, per decidere poi di fotografarlo?

Veramente io ho poco potere decisionale, visto che sono un professionista, è la committenza che mi contatta  e mi sceglie per realizzare le proprie esigenze fotografiche. Da parte mia, cerco sempre di evidenziare un gesto, un’espressione che possa regalare un’emozione. Immortalare un dettaglio che possa rendere “unici” i soggetti fotografati.

I giovani oggi vivono in un mondo un po’ allo sbando. Cosa consiglieresti a un giovane che vorrebbe intraprendere il tuo percorso?

Di cercare sempre la bellezza e l’eleganza. Non aver paura di emozionarsi. La creatività è dentro di noi; bisogna avere il coraggio di tirarla fuori.

Progetti futuri?

Un nuovo docufilm, sulla madre terra ed anche lo sviluppo e l’evoluzione delle immagini del Burlesque, in parte già realizzate.

Your Fashion Chic ringrazia di cuore Marco Girolami per questa intervista, per averci dato modo di conoscere i suoi primi passi, le sue passioni e la bellezza della fotografia.

Credits Immagini: Courtesy of Marco Girolami

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Spike Lee
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G. Pomardi
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Mercedes Benz
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Marco Veronese
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Battistoni

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1 comment

Joseph 22 Marzo, 2019 - 12:37

Marco, con la luce non dipinge, esalta quello che già c’è …i dettagli sono il suo stile, i sorrisi i suoi colori.

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