Meditazione: ecco come sbloccare l’energia interiore

Nata come strumento di riflessione religiosa, la meditazione in varie forme e modalità ha raggiunto il mondo occidentale come pratica di benessere fisico e psicologico.

Quali sono le scuole più apprezzate attualmente? Come si impara a meditare? Vediamolo insieme!

Le meditazioni statiche

La meditazione statica è quella praticata per prima come pratica religiosa. Ne esistono diverse tipologie:

  • Zen: seduti a gambe incrociate ci si focalizza sulla buona respirazione e sugli eventi del presente, per ritrovare le energie di affrontarli
  • Trascendentale: sfrutta l’ausilio dei mantra, brevi componimenti spirituali che vengono sussurrati o cantati. Ad ogni mantra corrisponde una frequenza che può aiutarci a focalizzare le risorse psicologiche sui problemi da risolvere. Nasce negli anni ’50.
  • Vipassiana: nata negli anni ’70 si basa sulla focalizzazione su un oggetto e sul seguire i suoi movimenti, le sue funzioni, i suoi attributi.
  • Mindfulness: nasce come costola della meditazione vipassiana e necessità di concentrarsi sul presente, sull’osservazione scevra da giudizi e su un’indagine profonda e trasparente delle proprie emozioni.

Alcune di queste pratiche meditative possono essere consigliate e avere buoni effetti sulla gestione del dolore cronico e delle malattie invalidanti. Difficilmente un medico tradizionale le suggerirebbe, ma uno specialista del dolore potrebbe dare spunti di riflessione utili.

Le meditazioni dinamiche

Come dice il nome stesso, dove la meditazione statica richiede l’immobilità, la meditazione dinamica associa alla focalizzazione del pensiero il movimento del corpo.

Anche in questo caso le scuole di pensiero sono moltissime:

  • Yoga: movimenti lenti e focalizzati sulla respirazione non solo permettono di riequilibrare il pensiero e il benessere ma anche di sciogliere e allentare le tensioni del corpo. Tra le scuole di meditazione più diffuse c’è lo yoga kundalini: figure lente e a basso impatto per il fisico che cercano di sbloccare specifici canali energetici per liberare risorse già presenti nel corpo ma la cui espressione è ostacolata dalla paura o dall’angoscia.
  • Meditazione creativo/dinamica: nata anch’essa negli anni ’70 prevede un movimento assolutamente frenetico, spesso accompagnato dalla musica. La totale liberazione delle risorse del fisico, che si sfoga con la fatica, permettono di liberare grandi quantità di endorfine nel corpo e di ritrovare benessere fisico e psicologico.
  • Pilates: il pilates unisce alcune tecniche di respirazione mutuate dallo yoga classico, combinate con l’esecuzione di routine di esercizi di livello via via più complesso. I movimenti possono essere resi più efficaci tramite attrezzi specifici a cui sono ancorati dei pesi. Questa disciplina è perfetta per chi soffre di problemi di postura, per il recupero dopo i traumi o gli interventi chirurgici e per le condizioni più delicate come la menopausa e il post-parto.

La meditazione è davvero utile?

Non esistono molti studi che parlano della meditazione a livello scientifico. Certo è che riflettere con calma e serenità sulla propria condizione cercando nuove risorse male non può fare! Probabilmente è vero che si parla di suggestioni, se non di vere e proprie credenze religiose, ma la meditazione può essere realmente utile per ritrovare un centro sereno e un momento per se stessi che ci può aiutare nella vita quotidiana.