Moscato d’Asti Experience: buona la prima!

by Maria Grazia Pitrelli
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Unanime l’apprezzamento verso le Denominazioni astigiane al termine della prima edizione di Moscato d’Asti Experience.

45 giorni dopo, la prima Docg italiana in bottiglia, conferma l’eleganza e i grandi profumi dell’uva raccolta in vendemmia. Moscato d’Asti Experience: un grande successo.


Successo a Nizza Monferrato anche per la Barbera d’Asti.

Un evento possibile grazie allo spirito di collaborazione che ha animato i Consorzi di tutela dell’Asti Docg e della Barbera d’Asti e vini del Monferrato.

Con i loro 21.000 ettari rappresentano circa il 60% del vitigno piemontese a Doc e Docg, per circa 160 milioni di bottiglie.

Moscato d’Asti Experience: un grande successo

Presenti un centinaio di giornalisti, wine writer e blogger provenienti dall’Italia e dai paesi esteri di riferimento per le Denominazioni: USA, Regno Unito, Paesi scandinavi, Repubbliche Baltiche, Russia, Germania.

Nutrito anche il gruppo asiatico, proveniente da Cina, Giappone, Corea del Sud e Singapore.

“Il mondo dell’Asti è rappresentato da un territorio speciale e con una storia antica – una terra, un’uva, quella di Moscato Bianco, e tre vini Docg che rappresentano un tesoro di aromi: Asti Dolce, Asti Secco, spumantizzati con metodo Martinotti, e il Moscato d’Asti»,


sostiene Walter Speller, inviato per l’Italia del prestigioso blog jancisrobinson.com

Grande successo della degustazione, dove la nuova annata ha Consorzio Asti Docg rivelato tanto l’ampio ed elegante bouquet organolettico quanto le enormi opportunità in termini di abbinamento, grazie anche al nuovo Asti Secco Docg.

Una tipologia questa giunta alla sua seconda vendemmia, che rende l’Asti un vino ottimo per molti piatti, pur mantenendo intatto quel suo carattere rural glam che lo ha reso celebre.

Al Foro Boario di Nizza Monferrato, nel cuore del suo territorio di produzione è andata in scena “Barbera Revolution” condotta da Kerin O’Keefe.

Una Masterclass realizzata per la grande “rossa” piemontese, dove sono emersi i tratti distintivi di questo vino, sempre di più tra gli interpreti di primo piano della produzione vinicola italiana.

Un vitigno dalla cui versatilità prendono forma vini capaci di farsi
apprezzare giovani ma anche di invecchiare, maturando una complessità che li colloca di diritto nel novero dei grandi vini internazionali.

L’Enoteca regionale di Acqui Terme, insieme al Consorzio del Brachetto, ha ospitato un seminario di approfondimento dedicato alla nuova tipologia Acqui Docg Rosé brut e al Brachetto d’Acqui Docg, un vino rosso dolce e molto conosciuto, prodotto con un vitigno autoctono e italiano al 100%.


L’assaggio ha colpito per la grande piacevolezza e aromaticità del vitigno.

Credist Immagini: Courtesy of Press Office

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Moscato d’Asti Expperience 2018


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