Raimondo Rossi alias Ray Morrison, uno sguardo oltre la fotografia

by Maria Grazia Pitrelli
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Raimondo Rossi alias Ray Morrison. Un articolo già pronto, tutto organizzato per bene ma c’è qualcosa che non mi torna! Girovagando sul web tra articoli e  interviste scopro un artista come pochi, per la sua creatività e il suo pensiero differente dal sistema che ci circonda.

Così al mio primo contatto diretto con lui esordisco con “Facciamo un’intervista perché un semplice articolo non racchiude la tua esclusività?”

Ed eccoci qui! Your Fashion Chic ha il piacere di presentarvi Ray Morrison e conoscere il suo percorso, ma soprattutto il suo pensiero sul Fashion System e non solo.

Raimondo Rossi alias Ray Morrison è un fotografo e art director italiano che si divide tra l’Italia e l’estero. Ama la fotografia ma non trascorrere il suo tempo con photoshop, lo scatto deve essere unico proprio per “le imperfezioni” – se così possiamo definirle – che una foto può mostrare.

Intanto ti ringrazio per questa Intervista e per la tua disponibilità nonostante gli impegni. Ho letto tanto su di te, sulla tua professione e la tua visione sul mondo della fotografia e del mondo della Moda. La fotografia è un’arte ancora oggi meravigliosa ma che si è trasformata in un business commerciale, così come la Moda. Ma in questi due Mondi che cosa cambieresti?

Il grazie è mio. E grazie per l’attenzione ai miei lavori. In realtà sono a metà fra lavori e passione; forse è per questo che posso concedermi di essere me stesso. Moda e Fotografia sono due mondi purtroppo affetti da problemi che troviamo anche altrove: denaro, fama, invidie, gelosie, lussuria. Quello che vorrei vedere è semplicemente delle belle persone che facciano le cose con correttezza e con cuori aperti. Ma non è possibile, cadrebbe l’intero sistema. Per molti è semplicemente un lavoro: il risultato è più importante dei sentimenti.

Oggi chi pensa alla Moda pensa alle blogger, agli influencer, agli scatti e le stories su Instagram. Una volta la Moda esaltava i grandi talenti e grandi professionisti sono nati nel mondo del fashion che hanno fatto la storia della Moda: da Valentino a Versace e così tanti altri. Secondo te cos’è sfuggito di mano?

Credo che con il passare degli anni chi lavora in questo ambito sia sempre più attratto dalla fama e dalla visibilità. Una metafora di quello che succede nei social: più likes hai, più una parte di te è felice e le famose tre lettere, e, g, o, si compiacciono. Nella Moda è un po’ la stessa cosa: si cerca allora di avere più invitati famosi, più video nei tg, a discapito della qualità e della purezza del proprio lavoro. In realtà, chi va al tg o chi ha la sfilata di sabato sera invece che di mattina, ha solamente più amici al posto giusto, o paga di più.

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“Raimondo Rossi alias Ray Morrison” Ph. Lorenzo Montagnoli

Che cos’è la fotografia per te?

Per me è quella di inizio secolo, quella che parla all’anima con una semplicità disarmante. Io non sono un fotografo cosiddetto PRO (professionista il cui lavoro principale è la fotografia), ed è proprio per questo che devo affidarmi, se scatto, solo ai giochi di luce solare e giusti attimi e inquadrature. Aver visto all’opera Scott Shuman, che ho conosciuto a Firenze, mi è stato utilissimo.

In molte interviste ti chiedono “Chi è Raimondo e chi è Ray” ma perché? Io penso che molte volte si cerchi il mistero dove non ci sia. Visionando il web e le notizie su di te mi è bastato davvero poco per capire che sei unico ma non per il tuo nome, ma perché come artista cogli il dettaglio che sfugge all’occhio comune. Come ci riesci?

Grazie mille per queste belle parole. A volte, se devo immaginare una scrittura, ma anche uno styling o una foto, semplicemente chiudo gli occhi e cerco l’armonia giusta. E/o quel dettaglio che da solo può reggere l’immagine.

Oggi i Talent sono uno dei trampolini di lancio dei giovani artisti: dai cantanti, ai ballerini,  anche stilisti e Dj. Se dovessi trovarti ad essere giudice in un Talent che cosa sceglieresti in un fotografo che vuole intraprendere questa professione?

Non sono esattamente un professionista della fotografia, quindi tante cose tecniche o gestionali non le conosco. Senza dubbio gli consiglierei di non guardare mai le foto di altri, forse solo quelle di pochissimi maestri. Da poco ho lavorato con una fotografa che mi mandava immagini di altri, ho dovuto stopparla e dirle che per creare l’immagine giusta non ne avevo bisogno.

Io ad esempio non amo essere fotografata, forse per un’insicurezza personale. Ti è mai capitato di avere dietro la tua macchina fotografica una persona che non fosse così tanto a suo agio nel dover fare degli scatti?

Si, anche la settimana scorsa. Una mia amica che da un anno volevo fotografare. Alla fine mi ha concesso un si dubbioso. Ora mi dato l’okay per tutti gli shooting futuri, è stata molto contenta. Credo sia la cosa più bella, tirar fuori e far sentire a casa quell’immensa bellezza che ognuno di noi ha.

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Raimondo Rossi per PhotoVogue Italy, photo ranked “Best of PhotoVogue”

Hai fatto una netta distinzione tra l’Italia e l’estero. Mi sono ritrovata in pieno nel tuo pensiero, perché l’ho sperimento sulla mia pelle portando avanti la mia passione, ma non avendo migliaia o milioni di followers non vengo considerata nonostante il buon lavoro. All’estero, dici, che la curiosità e le capacità vengono prima di tutto, perché in Italia siamo rimasti indietro in questo?

Perché l’Italia è piccola. L’Italia è un paese dove la gente passeggia e chi è al bar, vedendo chi passeggia, commenta. Chi fa un buon lavoro, vero, puro, è scomodo, è la minaccia di essere sostituiti. L’Italia è la patria degli ospedali dove se vai, e non hai amici medici o infermieri, vai in fondo alla lista. Così è nella moda e in altri campi. Guarda anche nei social: chi non commenta e non stima sono sempre quelli che, geograficamente o per amicizia o parentela, dovrebbero essere i più vicini.

Tra le celebrities che hai conosciuto hai avuto il piacere di incontrare e conoscere Tilda Swinton. Un’attrice straordinaria, poche come lei oggi nel mondo del Cinema. Peché ne sei rimasto così affascinato?

Perché è il carisma fatto persona. È vera, coerente, sicura di sé. È un tutt’uno, dalla voce, al corpo, alla mente. Per lei non conta un Oscar in più, conta l’arte che le scorre dentro. Mi ha trattato con un rispetto e una dolcezza incredibile, spontaneamente e senza dubbi. Si è fidata di quello che sentiva.

Nei tuoi scatti a cosa ti ispiri?

Come ricordavo prima, chiudo gli occhi invece che aprirli, e sento la sensazione che mi arriva e l’immagine che vorrei creare o fermare.

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Ph. Erika Bastogi

Hai mai rifiutato dei lavori che non sentivi tuoi?

Si, quello che cerco è di far pochi lavori ma validi. Credo che questo la gente lo abbia sentito: ne ho fatti relativamente pochi, ma l’interesse e le successive richieste sono state molte. Questo mi fa capire che la strada, senza alcuna fretta, è quella giusta.

Ad oggi c’è un artista con cui non hai lavorato e con cui vorresti lavorare?

Molti potrebbero essere artisti interessanti. Mi piacerebbe lavorare con mondi completamente diversi dal mio, e storie e culture completamente diverse dalla mia. Pensiamo a Cardi B, cosa c’entra con me? Eppure sarebbe interessante ritrarla in una maniera completamente nuova, anche per lei stessa. Se parliamo di arte intesa nella maniera più classica, potrei citare Yayoi Kusama. Con lei vorrei far nascere un lavoro sulle emozioni.

Nel bene e nel male l’importante è che se ne parli. Tu cosa ne pensi?

Che parlarne bene e male è un po’ insito negli esseri umani. Se il parlarne male significa che qualcuno si è innervosito o infastidito, può anche essere una cosa buona: significa che comunque suoni una musica diversa. Poi se di te si parla male perché davvero fai del male a qualcuno, beh certo questo non è affatto bello. Io direi di portare avanti il proprio pensiero: quello che conta è rimanere veri.

Beh adesso te lo chiedo anch’io: chi è Ray Morrison e cosa vuole realizzare?

Morrison vuole portare Raimondo ad essere come lui, che lanciò la tv in terra fracassandola tutta, perché la sua canzone venne usata per uno spot tv commerciale e superficiale. Così dovrebbe fare la parte Morrison alla parte Raimondo: se vedesse falsità o incoerenza, vorrei che le desse una bella botta in testa :-). E a parte questo, sarebbe bello dirigere una sezione di un giornale dove poter ripulire quel mood decadente/drammatico che nelle immagini di Moda va per la maggiore.

Progetti futuri?

Dire si a proposte interessanti, di direzione creativa e styling. Ho viaggiato poco ultimanente, ma ho alcuni incontri in sospeso: vedremo al momento cosa uscirà fuori. A breve, spero di tornare a Los Angeles per lavorare in un video di musica Rap e per degli eventi di Moda.

Grazie a Your Fashion Chic per il bel colloquio, un piacere avervi incontrati.

Credits Immagini: Courtesy of Raimondo Rossi

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Samuel Duarte, Ray wearing his own design, ranked in the best of Pitti by Elle Magazine
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Ph. Samuel Duarte
Samuel Duarte photographer
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Ph. Samuel Duarte “Raimondo Rossi alis Ray Morison”
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Ph Luigi Vitiello

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