Recioto di Valpolicella: un vino apprezzato da oltre 2000 anni

by Maria Grazia Pitrelli
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Il Recioto è uno dei vini tradizionali più ricercati della Valpolicella, prodotto da circa 2500 anni e diventato nel tempo l’orgoglio della zona del veronese; basti pensare che già Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, lo descriveva come “panacea veronensis”, ossia capace di guarire ogni male. Andiamo quindi alla scoperta di questo particolare vino, scoprendo quali sono le sue origini e in che modo è possibile apprezzarne tutte le sue qualità.

Origini del nome e metodo di produzione

L’etimologia del nome “Recioto” ad oggi non è ancora molto chiara, ma ci sono diverse teorie riguardo ad essa: secondo alcuni, il suo nome insolito è legato al fatto che questo particolare e pregiato vino veniva una volta ottenuto dalla vinificazione delle parti alate dei grappoli, chiamate “recie” (“orecchie” nel dialetto locale), che presentano solitamente degli acini più maturi e una concentrazione zuccherina maggiore; secondo altri, invece, la radice del nome è il termine latino “racemus”, che significa “grappolo selezionato”.

Per ottenere il Recioto, la tradizione (risalente ai romani) vuole che le uve vengano fatte appassire sulla pergola, ma questo non è l’unico metodo per farlo: l’appassimento avviene anche a terra, su dei graticci di legno oppure, come accade al giorno d’oggi, all’interno di cassette di legno o plateau in plastica.

Le uve che permettono di ottenere il Recioto sono quelle passite locali come la Rondinella, il Corvinone e la Corvina.

La variante secca e amara di questo vino viene chiamata Amarone, per l’appunto, ed è uno dei simboli del settore vitivinicolo della Valpolicella.

Consigli per la degustazione del Recioto

Prima di parlare di abbinamenti, è doveroso sottolineare l’importanza della scelta della bottiglia giusta: sia per il Recioto sia per l’Amarone, per avere la certezza di bere un vino di pregio sarà necessario acquistare delle bottiglie di qualità, scegliendo ad esempio tra i migliori vini della cantina Bertani su Tannico, uno dei siti più forniti del settore.

Come valorizzarne le sue qualità al palato? Essendo un vino passito, la sua degustazione è più indicata per la fine del pasto; gli abbinamenti migliori sono senza ombra di dubbio quelli con i dolci (meglio se al cioccolato fondente o ai frutti rossi), ma anche alcuni formaggi stagionati sono un’alternativa interessante, per creare un contrasto insolito di gusti.

Il bicchiere più indicato sarà il classico calice da passito, di piccole dimensioni e con un’apertura stretta e un corpo più panciuto.

Credits Immagini: Courtesy of Press Office

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